La Spagna cancella L’Erasmus.

Il programma Erasmus, è uno dei programmi europei più conosciuti e forse è il più visibile. Milioni di studenti europei vi aderiscono ogni anno e, grazie ad una borsa di studio, possono permettersi di studiare per un certo periodo in un università in un altro stato europeo.
Non tutti sanno però che questo programma (cosi come molti altri) non è finanziato interamente dall’Unione Europea ma viene co-finanziato sia dagli stati che dalle regioni. Questo co-finanziamento va a integrare la borsa Erasmus per gli studenti di quel paese, per questo l’importo del contributo varia da studente a studente.
È di ieri la notizia che il governo Spagnolo, in questi giorni sta intraprendendo una riforma della scuola, sarebbe intenzionato a tagliare completamente i fondi dedicati all‘Erasmus, taglio che avverrebbe penalizzato 40 mila studenti già partiti. Subito si sono scatenate le proteste, in primis tra i giovani, ma anche tra sostenitori e militanti nella maggioranza di governo. Sembra che anche la Commissione Europea sia intervenuta, interpellando il governo spagnolo ma non è stata rilasciata nessuna dichiarazione ufficiale sull’argomento. La situazione minacciava di diventare ingestibile, così il ministro alla cultura spagnolo ha fatto retro-front e ha annunciato che i fondi non verranno tagliati ma verranno ridotti. Le cifre annunciate parlano di un cofinanziamento Erasmus pari a 15 milioni di euro, contro ai 37 milioni dell’anno precedente, ma questo sarà valido solo per quest’anno scolastico tutto è ancora da decidere per l’anno a venire.
La borsa Erasmus degli studenti spagnoli si aggira tra i 250 e i 300 euro, che può arrivare fino a 500 euro a seconda delle regioni. certo non è sufficiente per sostenersi completamente durante il periodo di studio all’estero, ma rappresenta comunque una forte discriminante per gli studenti e per i giovani di un paese dove la disoccupazione giovanile è al 56% e dove l’Erasmus è visto come una porta per la ricerca di lavoro in un altro paese.
Il governo sostiene che questi tagli rappresenterebbero una perdita minima per gli studenti, quantificata sui 40 euro al mese; sostiene inoltre che le risorse cosi ottenute andrebbero ad aumentare la borsa agli studenti provenienti da famiglie meno abbienti, aumentando la loro borsa fino a 200 euro. Nonostante queste spiegazioni gli studenti sono sul piede di guerra, e la protesta corre su internet e sui social; numerosi sono i video che stanno diventando virali in questo momento (come quello che trovate alla fine dell’articolo), inoltre è stato annunciato uno sciopero per il 20 Novembre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *